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 Bussole

Presso di noi il Cliente può trovare una grande collezione di bussole di diversa misura ed epoca.
Riusciamo infatti a presentare l'evoluzione della bussola, dalla più antica con la Rosa in carta alla più recente bussola a liquido.
La nostra collezione è in continuo aggiornamento, scriveteci ed avanzate le vostre richieste.


La Bussola
Furono quasi certamente i cinesi, tremila anni fa, a sfruttare per primi il campo magnetico terrestre a fini di orientamento, concetto che Greci e Romani ignoravano. I Greci e i Romani conoscevano solo una delle proprietà caratteristiche della calamita: quella di attirare a se il ferro e non si erano accorti dell’orientamento costante di un piccolo elemento liberamente sospeso. Questa proprietà fu invece scoperta dai cinesi (secondo opinioni più accreditate) i quali circa un millennio A.C. usavano uno strumento costituito da un ago calamitato , per le comunicazioni terrestri, mentre per le comunicazioni marittime si usava un ago calamitato, collegato in un pezzo di sughero e messo a galleggiare sull’acqua contenuta in un piccolo recipiente. Si pensa che siano stai gli arabi durante il tempo delle crociate a fare da tramite tra l’oriente e l’occidente. Nel mediterraneo questa primitiva bussola è entrata in uso a cavallo del xi e xii secolo, mentre la bussola vera e propria, nella forma in cui ci venne tramandata, comparve nel secolo successivo. All’inizio del xiv secolo i naviganti amalfitani perfezionarono lo strumento, si deve a loro l’aver imperniato l’ago al centro di un disco in legno, l’aver applicato la rosa dei venti all’ago cosi da renderlo ruotante con esso, l’aver suddiviso la rosa dei venti in quadrante (11° 15’) corrispondenti alle direzioni dei principali venti:tramontana a nord, greco a nord-est, scirocco a sud-est- Nei primi tempi le rose erano disegnate e dipinte a mano da artisti, successivamente dato che la precisione della graduazione fatta a mano non era precisa, si cominciò (fine del secolo xviii) a stampare le rose incise in sottili fili di rame. Furono gli amalfitani a segnare il nord con il giglio (giglio della casa Angiò) In Francia invece il nord veniva sempre segnato con un fiordaliso. Le rose erano fino al xiv secolo erano montate su delle scatole in legno tornito chiuse da un coperchio , furono successivamente poste in scatole di ottone (mortaio) con sospensione cardanica per rendere il tutto indipendente dai movimenti della nave. Nel 1745 Gowin Knight mise a punto un metodo per aumentare artificialmente, mediante un sistema di barre magnetizzate, la forza magnetica dell’ago della bussola, e introdusse l’uso dell’ago di acciaio al posto di quello di ferro. Knight brevettò la sua bussola nel 1776. La bussola nautica più diffusa nel xix secolo era quella di questo tipo. La sospensione cardanica applicata alla bussola risale al Cinquecento e pare si debba attribuire al meccanico Janello Torriani che la introdusse nella marina Spagnola dove egli era al servizio di Carlo v. La rosa in carta dipinta prima, stampata poi, era fino al xix secolo, incollata su un disco ormai non più in legno ma di materiale indeformabile (mica), al quale si cercò tuttavia di sostituire qualcosa di più leggero. Nacque cosi la cosiddetta rosa Thomson o ad aghi multipli (1876) pesante solo pochi grammi.

William Thomson(1824-1907) infatti modificò la bussola nautica, alleggerendo le parti mobili per evitare oscillazioni prolungate e accorciando gli aghi, per correggere gli errori quadranti e di altro tipo, dovuti al magnetismo dello scafo delle navi di ferro. La bussola di kelvin (Thomson divenne barone Kelvin of Largs nel 1892) fu brevettata nel 1876. Questa bussola era costituita da un cappuccio di pietra dura incastonato in un anello di ottone partono dei fili di seta, sottili e resistenti, che sostengono una rosa stampata su carta di seta e incollata su dei cerchi di alluminio; questi stessi fili sostengono, al disotto, un equipaggio magnetico costituito da sei o otto aghi di acciaio divisi in due gruppi paralleli. Non si poteva migliorare oltre questo tipo di bussola a secco, il solo modo di aumentare la potenza direzionale della rosa, era quella di aumentarne le dimensione, quindi il peso degli aghi. Venne allora l’idea di compensare questo peso (che aumentava l’attrito) installando un galleggiante attorno al cappuccio e piazzando tutto l’apparecchio in un liquido di sostentamento. Ci fu cosi un ritorno alle origini della bussola marina (ago e pagliuzza galleggianti sull’acqua). La prima bussola a liquido è del 1813, essa fu adottata comunque alla fine del xix secolo. Il liquido utilizzato è in genere, acqua e alcool o acqua e glicerina, miscele entrambi incongelabili. Utilizzava otto o più aghi magnetici sottili e leggeri, collegati alla rosa dei venti con un sistema di tiranti. A entrambi i lati della chiesuola sulla quale era montata la bussola c’erano due sfere di ferro dolce e sotto dei magneti correttori per neutralizzare l’azione del ferro dello scafo.

A bordo di una nave di un certo tonnellaggio vi sono diverse bussole secondo l'uso a cui sono destinate.


Bussola di rotta
è quella che serve al timoniere per governare la rotta, collocata di fronte alla timoneria, nel senso longitudinale della nave.


Bussola dei rilevamenti
è munita di mire e traguardi, congegnati in modo che con l'aiuto di specchi o di prismi si possano meglio osservare oggetti terrestri o astri. è posta sul palco scoperto o in un luogo ove vi sia la massima visibilità.
 


Bussola dei confronti
Si usa per controllare la bussola di volva.


Bussola denunziatrice
Bussola a sospensione rovesciata che si trova normalmente nella cabina del comandante. Serve per controllare senza muoversi dal posto la perfetta esecuzione degli ordini dati ai timonieri.


Bussole da miniera ''Bussole de Nancy''
 Molto belle e meritovoli di essere citate sono le bussole da miniera, dette ''bussole de Nancy'' un corpo in legno con il fondo piano in cui sono visibili gli attacchi in ottone per lo snodo di base da fissare sul treppiede; nel piano superiore si trova incassata una grande bussola, avente nel fondo la rosa dei venti, su carta stampata con bellissimi fregi floreali, indicanti gli 8 punti cardinali. N-NE-E-SE-S-SO-O-NO; Doppia divisione angolare una sul bordo cartaceo da 0 a 90° a 0 a 90° a 0, e l'altra nel cerchio goniometrico in argento da 0 a 180° a 0 a 180° ; l'ago, libero di girare nel perno centrale mediante un fermo posto al lato, azionato a vite;una bolla di precisione è fissata a lato della bussola vicino a una doppia diottra in legno che consente il puntamento dei luoghi da misurare. Un coperchio a slitta protegge lo strumento nel trasporto.

 





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