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 Porcellane di Bordo

Il Corsaro ha disponibile una grande collezione di porcellane di bordo, recuperate da navi delle compagnie di tutto il mondo. Si tratta di un grande assortimento di pezzi rigorosamente originali e certificati.
Su ogni pezzo originale sono presenti sia il marchio della compagnia di navigazione sia il marchio di fabbrica.
Come esempio citiamo le porcellane della famosa Società di Navigazione Italia di Genova (all'estero conosciuta come Italian Line), a cui apparteneva il mitico transatlantico Rex, vincitore del Nastro Azzurro nell'agosto del 1933.
Sul singolo pezzo è presente il marchio “Italia” con la corona e sul retro il marchio della fabbrica, in questo caso la Richard Ginori, e il numero di serie. Ogni pezzo prodotto, infatti, veniva anche numerato.
Oggi in commercio purtroppo si trovano numerosi falsi, diffidate delle imitazioni e controllate che i marchi siano sempre presenti! Nel corso della nostra continua ricerca, in giro per il mondo, per il nostro settore, siamo anche interessati ad acquistare oggetti. Per informazioni o proposte scriveteci.

Fondata durante il Fascismo, nel 1932, con il nome di Italia Flotte Riunite, riunì sotto un'unica bandiera le tre principali compagnie di navigazione italiane dell'epoca: la Navigazione Generale Italiana di Genova, la Lloyd Sabaudo di Torino e la Cosulich di Trieste.


La sede della compagnia era situata in Piazza de Ferrari a Genova,
ma erano presenti filiali della compagnia anche nelle principali destinazioni, per esempio a New York.

La società fu fondata oltre che per varie motivazioni politiche anche per una questione di prestigio internazionale:
in effetti Francia, Gran Bretagna e Germania avevano già da tempo un'unica compagnia per le rotte transatlantiche.

Nell'ottobre del 1931 il capo del governo Benito Mussolini, dopo aver preso visione del panorama marittimo internazionale, presiedette un vertice tra i maggiori rappresentanti della navigazione italiana e il direttore della Banca Commerciale Italiana, spiegando l'intenzione del governo di assumere il controllo di varie compagnie attraverso un organo amministrativo centrale, denominato "Società Finanziaria e Industriale Italiana" ed una riorganizzazione delle compagnie armatoriali accentrate sotto un'unica società "Italia - Flotte Riunite" che nacque ufficialmente il 2 gennaio 1932 con un atto
del notaio genovese Paolo Cassanello, con un capitale sociale di 720 milioni di lire.

La carica di presidente della società venne affidata al Duca degli Abruzzi. Italia - Società di Navigazione

Nel 1936, in ambito IRI, all'interno di un progetto statale di riorganizzazione e razionalizzazione dei servizi marittimi di linea, venne costituita la Finmare Società Finanziaria Marittima con il compito di coordinare, indirizzare ed assicurare con i mezzi finanziari più idonei l'attività delle società pubbliche di navigazione
Italia di Navigazione, Lloyd Triestino di Navigazione, Adriatica di Navigazione e Tirrenia di Navigazione.

La Finmare che controllava la maggioranza azionaria di queste società, acquisì, nel 1937, anche La società Libera Triestina di Navigazione della quale, flotta e servizi furono indirizzati alla Italia di Navigazione ed al Lloyd Triestino.

La riorganizzazione venne sancita con R.D.L. n° 2082 7 dicembre 1936 e la gestione delle attività ebbe inizio il 1º gennaio 1937.

Le quattro Società in quella data avevano la seguente consistenza:

La Società "Italia di Navigazione" di Genova

con 48 unità navali per 463.741 Tonnellate di Stazza Lorda di Naviglio;

Società "Lloyd Triestino" di Trieste,
con 97 unità navali per 615.461 Tonnellate di Stazza Lorda di Naviglio;

Società "Adriatica" di Venezia,
con 41 unità navali per 138.458 Tonnellate di Stazza Lorda di Naviglio;

Società "Tirrenia" Napoli
,
con 58 unità navali per 159.014 Tonnellate di Stazza Lorda di Naviglio.

Della grande flotta la proprietà era dell'azionista unico "Ministero del Tesoro" che amministrava i propri interessi attraverso la finanziaria marittima "FINMARE".

Con la nuova riorganizzazione alla società "Adriatica di Navigazione" con sede a Venezia furono assegnati i servizi di linea tra i principali porti italiani, i porti del mediterraneo orientale, del medio oriente Mar Rosso, Africa orientale e Mar Nero.

Alla "Tirrenia di Navigazione" furono assegnati i servizi di linea tra i principali porti italiani, i porti del mediterraneo occidentale, Tunisia, Spagna, Portogallo, la linea per il nord Europa ed i collegamenti con le isole maggiori italiane Sicilia e Sardegna.

Alla "Italia di Navigazione" furono assegnati i servizi transoceanici di linea
tra i porti del mediterraneo e quelli del nord, centro e sud america
.

Al "Lloyd Triestino di Navigazione " furono assegnati i servizi transoceanici di linea
tra i porti del mediterraneo, dell'Africa, dell'India, dell'estremo oriente, di Australia e di Nuova Zelanda
.

Le navi precedenti alla fondazione della società vennero quasi tutte ristrutturate con i colori distintivi della nuova compagnia.

Sotto i colori della Italia di Navigazione furono varate navi splendide e leggendarie,
tutte gestite sotto l'insegna dell'eleganza e del cosiddetto Italian Style:

all'interno arredamenti sontuosi, eleganti saloni, dipinti, quadri, murales di grandi artisti,
oggetti di design, cabine lussuose e confortevoli.

All'esterno ampi spazi aperti, verande, bar, immensi ponti di passeggiata e piscine.

Per entrare nel Mediterraneo infatti le navi italiane dovevano seguire una rotta molto meridionale: perciò le piscine potevano essere usate tutto l'anno anche in pieno Atlantico (a differenza delle navi delle altre compagnie), come pure i ponti aperti.

Le navi della Società Italia godevano poi della fama di un equipaggio ben addestrato e capace, in tutte le attività.

Dal punto di vista dell'architettura navale, i transatlantici italiani furono tra i più belli al mondo:
le navi erano riconoscibili dal tricolore sugli eleganti fumaioli.

Il Rex Inoltre la compagnia introdusse su larga scala anche novità tecniche, dagli stabilizzatori anti-rollio di tipo dinamico ai provvedimenti per la sicurezza,
dall'aria condizionata in tutte le classi ai fumaioli progettati contro il deposito di sostanze inquinanti sui ponti aperti.


Le navi italiane godettero sempre di grande fama anche all'estero (in particolare negli Stati Uniti),
dove erano sinonimo di raffinatezza, eleganza, stile e professionalità.

Le navi italiane furono molto spesso frequentate da personaggi famosi quali attori, scrittori, cantanti e capi di stato.

Le prime navi costruite per la Italia Navigazione:
furono il Rex, che, al comando del Com.te Sup. Francesco Tarabotto,
vinse l'ambito premio del Nastro Azzurro,

e il Conte di Savoia, che al comando del Com.te Sup. Antonio Lena,
per l'eleganza e la raffinatezza del servizio, si affermò tra le più rinomate ed eleganti navi della propria epoca.

Il Conte di Savoia fu particolarmente famosa per essere stata una delle prime navi al mondo dotate di un impianto anti-rollio.

"REX" e "Conte di Savoia" entrambe in servizio sulla rotta Genova-New York a partire dal 1932, conquistarono la simpatia della più raffinata clientela italiana ed internazionale, guadagnandosi l'appellativo di "Dame del mare".

Dopo la seconda guerra mondiale, tale complesso marittimo, veniva anche indicato con la definizione di "Flotta di PIN" ovvero "Flotta di preminente interesse nazionale" e il soggetto che rappresentava in forma associativa e sindacale le quattro grandi società era la

"Federazione Italiana dell'Armamento di Linea"
ovvero la FEDARLINEA con sede a Roma.

Il transatlantico Andrea Doria Al termine del conflitto l'Italia Navigazione si trovò con una flotta dimezzata:
alcune navi (come il Rex e il Conte di Savoia) erano andate perdute nel conflitto, altre erano danneggiate o requisite da altri paesi.

Grazie anche agli aiuti del Piano Marshall, la Società Italia poté realizzare piccole navi per il trasporto di emigranti nel Sud America, poi le gemelle Giulio Cesare e Augustus nel 1951 e infine, nel 1952, l'Andrea Doria,
vero e proprio simbolo della rinascita italiana del dopoguerra.

Grazie alla nuova ammiraglia infatti, l'Italia Navigazione poté tornare a navigare sulla prestigiosa rotta per New York,
riaffermandosi una delle principali compagnie marittime al mondo.

L'anno successivo entrò in servizio la Cristoforo Colombo, gemella della Doria e destinata alla stessa rotta.

La perdita dell'Andrea Doria nel 1956 fu un duro colpo per l'Italia:
dovette infatti spostare alcune navi dalle rotte per l'America del Sud a quelle per New York per compensare la perdita dell'ammiraglia in attesa di un nuovo transatlantico.

Agli inizi del mese di giugno del 1960 entrò in servizio, al Comando del Comandante Superiore Armando Pinelli,
l'imponente Leonardo da Vinci, il cui affiancamento alla già esistente
Cristoforo Colombo riequilibrò il traffico dei passeggeri su quella rotta.

Nel 1965 furono varate la Michelangelo e la Raffaello e con l'entrata in servizio delle due grandi ammiraglie,
tutte le navi della compagnia furono pitturate in bianco.

Negli anni sessanta la Società Italia serviva sulla prestigiosa linea per New York,
su quella per il Sud America Brasile e Rio de la Plata e quelle per il Nord e Sud Pacifico.

L'entrata in servizio delle splendide Michelangelo e Raffaello fu forse un po' azzardato in un'epoca in cui gli aerei avevano superato di molto le navi nel trasporto dei passeggeri attraverso l'Atlantico
e il periodo di emigrazione verso le Americhe era terminato da anni.

In questo modo le due gemelle viaggiarono con sempre meno passeggeri: neanche alternare il servizio di linea a quello di crociera servì a salvare la compagnia, che nel 1977 fu costretta a ripiegare su un servizio crociere in "Joint Venture"
con alcuni armatori privati denominato "Italia Crociere Internazionali", riuscendo comunque anche ad affermarsi fortemente nell'ormai sistema intermodale di trasporto di contenitori.


 

 





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